IL
CONTROLLO STATISTICO DI PROCESSO (SPC).
(S.P.C.
- Statistical process control)
L'ascolto dell'ambiente esterno
e l'individuazione dell'efficienza e dell'elasticità/flessibilità
come fattori necessari per poter fornire prodotti/servizi
di qualità ha comportato nelle organizzazioni un'attenzione
sempre maggiore verso il governo dei processi (Conti, 1992).
Ogni azienda, infatti, erogando prodotti o servizi
puo' essere studiata come un insieme di processi i quali
presi nella loro globalità consentono di analizzare nel
migliore dei modi, gli sforzi finalizzati al miglioramento
di efficacia, efficienza, flessibilità e adattabilità nelle
attività aziendali svolte.
Alla luce di queste semplici osservazioni comprendiamo,
quindi, come abbia valore nel quadro concettuale della nuova
norma aver legato il concetto di processo a quello di miglioramento
continuo. L'aver voluto rimarcare il significato di continous
improvement come finalità ultima di un sistema di qualità,
ha necessariamente richiesto l'analisi dell'azienda attraverso
i processi che la costituiscono e definiscono.
La vecchia norma e la nuova in maniera piu' incisiva ("L'organizzazione
deve adottare adeguati metodi per misurare e monitorare
quei requisiti necessari per rispondere ai requisiti del
cliente. Questi devono confermare la continua capacità dei
singoli processi per ottemperare le relative finalità"
ISO 9001:2000 pto. 8.2.3) richiedono allora all' azienda
di attivare studi e controlli dei propri processi per assicurare
non più soltanto il mantenimento di determinati livelli
di qualità ma anche e soprattutto il loro miglioramento
continuo
Quali sono, allora, i principi di gestione a cui occorre
uniformarsi per muoversi seconda quest'ottica di processo
e tendere così al miglioramento continuo? I principali sono:
- definire in modo chiaro e lineare il processo, ovvero
l'attività (o le attività) principale e caratteristica dell'impresa;
- circoscrivere gli ambiti (confini) del processo e i punti
di interfaccia con clienti e fornitori;
- determinare in modo chiaro e univoco i "responsabili"
del processo;
- stabilire i fattori critici del processo;
- definirne i possibili punti di controllo;
- selezionare le metodologie di misurazione del processo;
- attivare azioni correttive tempestive al presentarsi di
deviazioni del processo;
- tendere ad una sensibilizzazione dell'intera struttura
alle tematiche del controllo di processo..
Qualora si riconosca la criticità di questi aspetti e la
necessità di arrivare ad una loro corretta gestione, si
finisce poi inevitabilmente col proporre in azienda l'impiego
di tecniche statistiche per la misurazione e il controllo
delle caratteristiche qualitative del processo.
Il cambiamento radicale che e' alla base del nuovo concetto
di qualità e di sistema qualità riguarda principalmente
questi aspetti. Superata ormai la logica orientata al prodotto
tipica degli anni passati (qualità = rispondenza del prodotto
a determinati standard), si tende ormai a privilegiare,
come visto, un'ottica di processo che reinterpreti il concetto
di controllo alla luce di una più ampia visione di prevenzione.
Sapersi proiettare nel futuro, esser capaci di raccogliere
ogni tipo di sfida, munire il sistema impresa dei meccanismi
richiesti per dare risposte adeguate, questo significa oggi
qualità. Un cambiamento radicale di tipo culturale, in primo
luogo, che abbracci, oltre al prodotto offerto, la forza
lavoro in qualsiasi forma essa venga fornita. Occorrerà
allora incentrare risorse e sforzi nel garantire il buon
funzionamento dei processi e dei meccanismi operativi; le
loro "capacità", infatti, finiscono con il rappresentare
la garanzia principale della sopravvivenza dell'impresa
consentendo ad essa di adeguarsi e di adattarsi ad un contesto
ambientale "turbolento", in evoluzione e in perenne cambiamento.
Il concetto di qualità non sarà piu' riferibile esclusivamente
all'output prodotto (inteso come bene e/o servizio fornito/erogato);
esso pervaderà ogni tipo di attività svolta in riferimento
all'azienda.
In tale quadro di riferimento troverà una sua giustificazione
l'applicazione di metodologie dirette al Controllo Statistico
del Processo in quanto sono esse a rappresentare un primo
valido strumento a sostegno dell'attività di Decision Making
ad ogni livelli organizzativo. Se su questi temi da tempo
si dibatte, se di SPC si parla già da diversi anni, solo
ora comincia a farsi strada nelle realtà aziendali (anche
in quelle italiane da sempre estranee a queste problematiche)
il convincimento di un loro concreto, utile impiego. Tentiamo
allora di esporre, in sintesi, le logiche che sottendono
a questa metodologia.
Cominciamo col definire un Controllo Statistico
di Processo (SPC Statistical Process Controll).
Come universalmente riconosciuto esso può essere definito
come una metodologia che, in riferimento ad una
determinata attività, operazione, fase o processo caratterizzato
da ripetitività, fa ricorso a tecniche statistiche al fine
di definire, analizzare e verificare le condizioni che determinano
la variabilità dell'oggetto di analisi.
In modo piu' sintetico, rifacendoci alla definizione
fornita da Juran potremmo definire l'SPC come "l'applicazione
di tecniche statistiche per comprendere ed analizzare le
variabilità di un processo".
Obiettivo ultimo quindi, nell'utilizzo di queste tecniche
e' quello di dotare l'impresa di strumenti adeguati per
migliorare il livello dei prodotti/servizi offerti/erogati
attraverso l'eliminazione di errori, difformità che causano
rilavorazioni, controlli inutili e quindi rallentamenti
nei cicli di lavorazione. Garanzia di simili risultati sarà
quindi, necessariamente una conoscenza chiara e approfondita
dei processi, l'identificazione delle caratteristiche critiche
del processo attraverso l'impiego di dati statisticamente
significativi e in quanto tali analizzabili che consentano
di determinare e interpretare performance e cause che determinano
"cambiamenti indesiderati" rispetto al normale funzionamento
del processo in analisi. La significatività dei dati e la
loro conseguente attendibilità sarà indispensabile al raggiungimento
degli obiettivi posti. Non bisogna mai dimenticare, infatti,
quello che è il fine ultimo che ci si pone nell'impiegare
una metodologia quale SPC: ottenere un efficace supporto
per la comprensione di un processo con lo scopo di prevederne
l'andamento e intervenire su di esso in tempo reale secondo
l'ottica del miglioramento continuo.
Nella pratica aziendale, allora, bisognerà arrivare ad avere
dei dati sui cui fondare determinate conclusioni, predisporre
azioni che correggano la variabilità di un processo e quindi
consentano di risalire dalla manifestazione della variazione
"indesiderata" o "anomala" alla causa prima su cui occorre
intervenire per modificare le condizioni di svolgimento
del processo.
Nell'individuare i fattori che generano tali anomalie e
quindi variabilità nel processo in esame si fa sempre riferimento
a due categorie principali di cause:
- CAUSE COMUNI
- CAUSE SPECIALI
Le cause comuni (o normali)
sono insite nella variabilità di un processo produttivo;
insorgono casualmente durante il normale svolgimento del
processo e ne determinano la fluttuazione naturale all'interno
di un intervallo determinato da un limite di controllo
superiore e uno inferiore (LCI; LCS - vedi figura);
Alcuni esempi di cause comuni potrebbero essere: la variazione
intrinseca di materiali grezzi utilizzati nella linea
produttiva, la mancanza di adeguata supervisione, la vibrazione
delle macchine e i cambiamenti nelle condizioni lavorative.
Le cause speciali, invece, sono tutte quelle che,
come abbiamo già detto, determinano variabilità indesiderata
o anomala rispetto al naturale svolgimento del processo.
Esse possono derivare, ad esempio, dall’uso di un utensile
sbagliato, dall’errore di un operatore o da particolari
condizioni ambientali, come l’illuminazione o la temperatura.Fin
quando non si provvede ad una loro rimozione o correzione,
non si intervenga, cioe', specificatamente su ciascuna,
esse continueranno ad influire in maniera imprevedibile
sul processo, portandolo fuori controllo.
Un processo si definisce
sotto controllo statistico quando la sua variabilità e'
dovuta solo a cause comuni. Uno stato di controllo
statistico, secondo quanto sostiene Deming, non e' affatto
"uno stato naturale del processo, ma al contrario una
conquista fatta per successiva eliminazione una dopo l’altra,
di tutte le cause speciali di variabilità". La Variabilità,
infatti, e' un aspetto ineliminabile in ogni processo
produttivo: lo scopo prefissato sarà allora quello di
minimizzare le cause di variabilità del processo eliminando,
con l’impiego di tecniche statistiche, tutte le cause
di tipo speciale.
. 
1: Posizione relativa delle Cause
Comuni e delle Cause Speciali
Una volta individuate e distinte
le cause speciali da quelle comuni, dovremo quindi procedere,
quando possibile a:
- rimuovere le cause speciali con
lo scopo di raggiungere una condizione di stabilità';
- definire quali sono le vie tramite
cui realizzare una continua riduzione della variabilità
del processo.
Secondo l’approccio del miglioramento continuo, ogni tipo
di intervento da sviluppare sul processo di trasformazione,
sarà da rapportare non soltanto alle attività già effettuate
ma a tutte le attività svolte nel processo, presenti e
future,( tenendo ben presenti ostacoli e difficoltà da
affrontare nel prevedere in modo attendibile l’andamento
futuro dei processi produttivi) considerando che l'SPC
e' una metodologia orientata alla prevenzione dei difetti
e degli errori piuttosto che alla loro semplice scoperta.
Elenchiamo ora tutte le principali
tecniche statistiche impiegabili nella metodologia SPC
(ci soffermeremo poi sui primi due strumenti: carte
di controllo e analisi della capability) :
- Carte di controllo per
variabili
- Carte di controllo per attributi
- Carte di controllo multivariate
- Analisi della capability
- Benchmarking
- Foglio raccolta dati
- Foglio di verifica
- Diagramma di Pareto
- Stratificazione
- Diagramma causa-effetto
- Istogramma di fequenza
- Ripetibilità e riproducibilità
- Diagramma di correlazione
Accenniamo solo ad alcuni
dei possibili impieghi di questi strumenti:
- la previsione della possibilità
di raggiungere le tolleranze di progetto;
- la pianificazione di verifiche
dei controlli di processo
- l'analisi di possibili interdipendenze
tra i processi
- gli interventi correttivi durante
la lavorazione
- la valutazione di nuove attrezzature
- l'elaborazione di specifiche
Molti altri evidentemente ve ne sono associabili alle
differenti tecniche, giustificanti quindi l'impiego e
la scelta di uno strumento piuttosto che dell'altro.
Gli studi sull'SPC non sono
certo temi nuovi alla Qualità. Già nel 1924, infatti,
il dott. W.A. Shewart inizio' a sviluppare un approccio
statistico al controllo Qualità rilevando che il concetto
di variabilità riferito ai fenomeni naturali era parimenti
adeguato all'analisi e alla descrizione dei processi produttivi.
Con il contributo della statistica inferenziale e della
statistica descrittiva, arrivò allora alla descrizione
sintetica di fenomeni più ampi da impiegare come modelli
di supporto alle attività di Problem Solving. Nacquero
così le sue Carte di controllo uno degli strumenti statistici
piu' impiegati nell'analisi dei processi produttivi. Da
allora i passi avanti compiuti sul tema sono stati molti.
Primo fra tutti il riconoscimento circa la validità di
questi strumenti e un loro piu' vasto impiego.
Il controllo Statistico della Qualità ha cessato di essere
semplicemente un supporto al cosiddetto "Scientific Management"
per divenire strumento diffuso da collocare all'interno
di un vero e proprio approccio di gestione/organizzazione.
In quest'ambito, le metodologie SPC seppur a livelli differenti
di approfondimento devono comunque divenire patrimonio
aziendale comune e condiviso a tutti i livelli. Va cioè
diffondendosi all'interno dell'organizzazione un orientamento
finalizzato a coniugare l'approccio tradizionale ai problemi
con un approccio fondato sullo Statistical thinking come
atteggiamento culturale. Va sottolineato, tuttavia, come
ciò debba valere non solo per ruoli tecnici piuttosto
che manageriali, ma anche e soprattutto per coloro che,
in quanto operatori, possono incidere direttamente sul
proprio processo attraverso un'analisi che si configura
come un vero e proprio Learning by doing. Occorre ricordare,
infatti, quali possono essere i vantaggi ottenibili da
un corretto impiego di metodologie di tipo SPC per capire
come essi interessino tutta la struttura aziendale e richiedano,
quindi, il coinvolgimento e il supporto di ciascuno:
- maggiore uniformità della qualità
del prodotto;
- possibilità di bloccare i difetti
al loro insorgere;
- minori spese di collaudo;
- riduzione degli scarti e delle
riprese di lavoro;
- diffusione tra il personale
di un giusto apprezzamento della qualità;
- migliori relazioni con la clientela;
- individuazione rapida delle
cause di difetti;
- individuazione dei limiti delle
macchine ;
- determinazione preventiva della
quantità ottenibile.
Queste considerazioni non sono
ridondanti; al contrario risultano necessarie nel momento
in cui si e' in fase di definizione della strategia di
implementazione di un programma di SPC dato che evidenziano
la necessità di coinvolgere non solo le funzioni di produzione
e di controllo qualità ma anche le funzioni organizzative
e di gestione delle risorse umane per assicurare al programma
stesso efficacia e coerenza con i fabbisogni dei processi,
ma, anche e soprattutto, con la dimensione culturale,
organizzativa e strategica dell'organizzazione.
Dopo queste necessarie premesse
potremmo iniziare con la presentazione del principale
strumento cui si ricorre nell'implementazione di un Controllo
Statistico di Processo le Carte di Controllo
LE CARTE
DI CONTROLLO
La prima Carta di Controllo fu
proposta, come abbiamo già accennato, il 16 maggio 1924
da Walter A. Shewhart, allora capo dei Laboratori
Bell, che in una nota al capo del Dipartimento
di Ingegneria Ispettiva della Western Electric
scriveva : "il modello di rapporto allegato è
stato progettato per indicare se le variazioni osservate
nella percentuale di apparati difettosi siano o no significative,
a indicare cioè se il processo sia soddisfacente".
Il rapporto allegato divenne in seguito noto come la prima
Carta di Controllo di Shewhart, ed iniziò così
l’era del Controllo Statistico di Qualità [1].
Come introdotto precedentemente, le Carte di Controllo
rappresentano un valido strumento per comprendere se un
processo e' statisticamente sotto controllo, e,
se non lo e', danno una valida indicazione del motivo
del fuori controllo.
In generale le Carte di Controllo possono essere definiti
strumenti grafici di controllo continuo e in
linea del processo, del quale forniscono una rappresentazione
grafica dell’evoluzione temporale.
Del processo sotto esame vengono raccolti dai campioni
i dati necessari e da questi sono ricavati i parametri
statistici come media, deviazione standard, o il
range. Essi sono poi riportati sulle Carte. Queste
operazioni vengono compiute per un certo numero di campioni,
dopo di che la Carta e' pronta per essere letta e interpretata.
BENEFICI
DELLE CARTE DI CONTROLLO
Le Carte di Controllo forniscono
importanti informazioni sul processo produttivo. Permettono
di capire :
- quando intraprendere le azioni correttive, e quando
lasciare seguire al processo il suo naturale sviluppo.
Se da una parte infatti la
Carta di Controllo indica il comportamento anomalo di
un processo che rende necessaria una azione correttiva,
dall’altra evita controlli superflui o continue regolazioni
del processo che avrebbero l’effetto indesiderato di aumentarne
la variabilità
- quale tipo di azioni correttive sono necessarie e il
reale effetto che hanno avuto sul processo
Cio' e' reso possibile dall’analisi
e dall’interpretazione delle configurazioni risultanti
dalle Carte. Inoltre, se utilizzate in tempo reale mediante
l’acquisizione informatizzata dei dati, forniscono una
retroazione istantanea sulle prestazioni del processo;
- la capacità reale del processo
e i mezzi per migliorarlo
Quando il processo si
trova in stato di controllo statistico è possibile valutarne
la reale efficienza produttiva e la capacità di rientrare
nelle specifiche richieste, e quindi di soddisfare il
cliente. Se il processo non dovesse mostrarsi idoneo si
potrebbe migliorarlo, ad esempio, ricorrendo all’eliminazione
delle Cause Comuni.
TIPI
DI CARTE DI CONTROLLO : CARTE PER VARIABILI E PER
ATTRIBUTI
Le carte di controllo si
dividono in due categorie in base al tipo di dati, dati
variabili e dati attributi, estrapolati dall’analisi
del processo in esame e sui quali sono costruite. Si hanno
le Carte per Variabili e le Carte per Attributi.
I dati variabili hanno
le seguenti proprietà :
- sono misurabili su una scala
numerica tramite unità di lunghezza, diametro, peso, temperatura,
ecc. ;
- sono continui. L’accuratezza
della loro misura dipenderà perciò dalla risoluzione dello
strumento di misura ;
- se riferiti alla stessa unità
di misura, possono essere confrontati numericamente, permettendo
di ricavare informazioni come media e dispersione.
I dati attributi,
invece, hanno una o più delle seguenti caratteristiche :
- sono enumerabili. Possono, cioe',
indicare la presenza o l’assenza di una condizione, come
ad esempio i difetti di lavorazione;
- sono classificabili o graduabili
usando una scala, che valuti la gravità dei difetti ;
- sono dati del tipo "passa/non
passa", e non possono dunque fornire indicazioni sulla
variabilità del processo, l’indicatore principale del
suo miglioramento.
I dati attributi possono
inoltre essere classificati come non conformità
(totale, percentuale ecc.), o non conformi.
La non conformità e' la non rispondenza di un certo
attributo dell’oggetto prodotto alle specifiche date,
mentre e' non conforme un prodotto che non risponde
alle proprietà complessive.
Un pezzo non conforme potrà dunque essere caratterizzato
da una o più non conformità.
Il numero di dati necessari per la compilazione di una
Carta per Attributi e' quindi minore del numero di dati
necessari a una Carta per Variabili ; queste ultime
forniscono però un maggior numero di informazioni delle
Carte per Attributi.
Nella seguente tabelle sono
riportati i differenti tipi di Carte di Controllo con
riferimento al tipo di dati trattato e al parametro del
processo sotto controllo.
| Tipo
di Dati |
Tipo
di Carta |
Parametro
del processo sotto controllo |
| |
x
medio |
media |
| Variabili |
R |
dispersione |
| |
s |
dispersione |
| |
X |
valori
individuali |
| |
p |
frazione
di non conformi |
| Attributi |
np |
numero
di non conformi |
| |
c |
numero
di non conformità |
| |
u |
numero
di non conformità per unità |
TAB.1 : Carte di Controllo
con riferimento al tipo di dati trattato e al parametro
del processo sotto controllo.
Combinazione delle Carte per Variabili
A differenza delle Carte
per Attributi le Carte per Variabili sono sempre utilizzate
in coppia (combinazione). Una di esse controlla
la media del processo (Carta x medio), l’altra la dispersione
(Carta R o Carta s).
La combinazione delle Carte di Controllo
aumenta la possibilità di individuare un processo fuori
controllo e, rispetto alla Carta singola, fornisce una
maggiore quantità di informazioni utili per eliminare
le Cause Attribuibili. Per questo motivo si parla di Carta
x medio - R o di Carte x medio - s come se si trattasse
di una carta sola.
Breve
Descrizione delle Carte
Esistono vari tipi di Carte
di Controllo, sia di quelle per Variabili che per Attributi,
caratterizzate da funzioni e modalità di utilizzo e compilazione
tra loro differenti. Se ne descrivono qui di seguito le
principali caratteristiche.
a. Carta x medio - R
Le Carte x medio e le Carte R sono le piu' utilizzate
nel controllo e nell'analisi delle variabili di un processo.
Le misurazioni inerenti ad una specifica caratteristica
del processo sono raccolte in campioni di limitate dimensioni,
generalmente da due a sei per ogni campione. La costruzione
di una Carta x medio - R richiede i seguenti passi:
- selezione della grandezza e
del numero dei campioni e della frequenza di campionamento;
- raccolta dei dati per il periodo
di tempo di interesse;
- calcolo della media e del range
R per ogni campione;
- rappresentazione grafica delle
medie e dei range sulla Carta;
- calcolo del Limite Centrale
(LC) e dei Limiti di Controllo Superiore ed Inferiore
(LCS e LCI) e rappresentazione sulla carta;
- studio della configurazione
dei punti sulla Carta in relazione ai limiti calcolati.
b. Carta
x medio - s
Anche le carte x - medio
e le carte s sono usate in congiunzione. Lo Scarto campionario
s e' un indicatore molto efficiente della variabilità
di un processo, specialmente per campioni di grandi dimensioni,
ma e' meno facile da calcolare e meno sensibile alle Cause
Attribuibili di Variabilità che determinano l'anomalia
di un unico valore in un campione ; il range,
infatti, definito come la differenza tra il valore massimo
e il minimo dei valori all’interno di un campione, mette
bene in evidenza valori che si allontanano eccessivamente
dagli altri. La modalità di realizzazione di tale Carta
e' analoga a quella della Carta x medio - R, eccetto il
punto 3 che diventa il seguente:
calcolo di s, di s medio, e dei
Limiti di Controllo per le due Carte.
c. Carta
X
A differenza delle Carte precedenti
che raggruppano e valutano campioni di dati composti da
diversi individui, le Carte X (spesso indicate col nome
di Carte per gli Individui), sono caratterizzate dall'analisi
di quantità individuali di misure. Ogni campione è cioè
composto di un unico elemento, situazione tipica delle
procedure di raccolta dati molto costose o di prove distruttive,
o quando il tempo di fabbricazione e' molto lungo. Per
una Carta X l’indice di dispersone viene calcolato utilizzando
la variazione mobile (moving range), definita
come il valore assoluto della differenza tra
due osservazioni successive.
L’utilizzo di una Carta
X-Moving Range deve essere sempre accompagnato
da uno studio della distribuzione di probabilità dei campioni,
per valutare che sia di tipo gaussiano.
Non calcolando medie, infatti, il Teorema del Limite Centrale
non e' applicabile, a differenza delle Carte precedenti.
I passi necessari per la
creazione di una Carta X sono i seguenti:
- analisi della distribuzione
dei campioni ;
- raccolta dei dati per il periodo
di tempo di interesse ;
- calcolo della media dei valori
raccolti ;
- calcolo della variazione mobile
per i dati in ordine di raccolta ;
- calcolo della media delle variazioni,
della deviazione standard e dei relativi Limiti
di Controllo ;
- rappresentazione grafica dei
limiti e studio delle configurazioni.
d. Carta
c
La Carta c e' quella principalmente
utilizzata nell'analisi dei dati di tipo attributo, per
il conteggio di un certo evento su periodi consecutivi
di tempo. Il suo sviluppo richiede i passi seguenti :
- raccolta dei dati per il periodo
di interesse ;
- calcolo del Limite Centrale ;
- calcolo e tracciamento dei Limiti
di Controllo Superiore e Inferiore ;
- studio delle configurazioni
ottenute.
e. Carta u
Le Carte u, dette anche
Carte di velocità, sono utilizzate per campioni formati
da un numero variabile di elementi. I passi da seguire
per la costruzione di una Carta u sono gli stessi della
Carta c, ma i Limiti di Controllo sono diversi per ciascun
campione.
f. Carte p
Le Carte p, o
Carte di proporzione, vengono utilizzate per mostrare
la frazione di non conformi di un campione di grandezza
variabile. La modalità di costruzione e' la stessa della
Carta u, compreso il calcolo dei Limiti che deve essere
svolto per ciascun intervallo di tempo essendo la dimensione
dei campioni variabile.
g. Carte
np
Come le Carte p, la
Carta np e' utilizzata nell'analisi del numero di non
conformi nel caso in cui il numero di campioni sia costante.
La costruzione e' analoga a quella della Carta p.
COMPONENTI
DELLE CARTE
La compilazione di
una Carta di Controllo non richiede solo il calcolo dei
Limiti di Controllo, ma presuppone un’attenta analisi
dei problemi derivanti dalla selezione dei campioni e
degli elementi di ogni campione nonche' dalla frequenza
di campionamento.
Per ognuno di questi e' però possibile fornire dei criteri
di scelta. Di seguito riporteremo quelli relativi al calcolo
dei limiti.
I
Limiti di Controllo
Sulla Carta di Controllo
vengono sempre indicati tre limiti, rappresentati da altrettante
linee: il Limite Centrale LC, e i Limiti di
Controllo Superiore LCS ed Inferiore LCI. Essi
hanno il compito di fornire un aiuto alla lettura della
Carta e alla sua interpretazione.
Essi soddisfano le seguenti relazioni:
LCS
= m + ks ,LC = m ,
LCI = m - ks ,
dove m e s sono, rispettivamente,
la media e lo scarto di uno specifico processo, e k
una costante che può assumere i valori ± 1, ± 2, ± 3.
I limiti LCS e LCI
veri e propri sono ricavati con k = ± 3 , mentre
gli altri due valori di k indicano due limiti che dividono
la carta in tre diverse zone, come mostrato in Fig.4 -
2.
- La zona A corrisponde ad
una area compresa tra 2 e 3 scarti dalla media del processo;
la probabilità che un punto cada in tale zona è P(A)=2·0,0213=0,0426.
- La zona B corrisponde ad
una area compresa tra 1 e 2 scarti e la probabilità associata
è di P(B)=2·0,1360=0,2720.

Fig.2: Probabilità associate alle zone di una Carta
di Controllo
- La
zona C corrisponde ad una area compresa tra
la media del processo ed uno scarto, e la probabilità
che un punto vi cada e' pari a P(C)=2·0,34130=0,6826.
- Infine la probabilità che un punto
cada al di fuori dei limiti superiore ed inferiore LCS
e LCI vale P(D)=2·0,00135=0,00270.
Tali valori sono ricavati
dallo studio delle proprietà della densità di probabilità
di una gaussiana.
Si può comunque notare che la somma delle tre probabilità
associate alle zone A, B, e C e' un valore molto vicino
a 1. PSOM=P(A)+P(B)+P(C)=0,0426+0,2720+0,6826=0,9972,
che può essere visto come PSOM=1-2
P(D)=1-0,0027=0,9973, dove 1 è la probabilità
totale.
I limiti LCS e LCI sono
scelti in modo tale che la probabilità che i punti ottenuti
dai dati forniti dai campioni cadano al loro interno sia
quasi uno se il processo è sotto controllo statistico
(l’evento certo ha probabilità uno).
Il punto rappresentativo di un campione cade perciò entro
i limiti LCS e LCI il 99,74% delle volte
se il processo e' sotto controllo, ed e' quindi governato
esclusivamente dalle Cause Comuni.
Se invece cade fuori dai limiti di controllo è probabile
che all’interno del nostro processo sia presente una Causa
Attribuibile : e' dunque necessario indagarne l’origine.
Lettura delle Carte di Controllo
L’analisi e l'interpretazione delle
Carte di Controllo e' uno dei momenti piu' delicati e
importanti del Controllo Statistico di un processo :
un’errata lettura delle Carte può rendere inutile la raccolta
dei dati compiuta fino a quel momento, o, peggio ancora,
può indurre azioni correttive non necessarie o evitare
correzioni di un processo fuori controllo con conseguente
spreco di risorse umane ed economiche.
Chi e' preposto alla lettura delle Carte deve quindi poter
riconoscere in modo univoco i comportamenti anomali del
processo, così da apportarvi le opportune modifiche avvalendosi
dei criteri di interpretazione delle Carte di Controllo.
Come già spiegato in precedenza,
la costruzione delle Carte di Controllo si basa sull’analisi
statistica di un processo : cio' le rende
soggette ad un certo grado di incertezza, del quale è
sempre necessario tenere conto, e che può essere aumentato
o diminuito agendo sul posizione dei Limiti di Controllo
sulla carta.
Tipi di Errore nell'interpretazione delle Carte
di Controllo
Si definiscono due errori di interpretazione,
gli Errori di Tipo I e gli Errori di Tipo II
- L’Errore di Tipo I si commette
quando si suppone che un processo sia fuori controllo
statistico mentre in realtà e' sotto controllo. La probabilità
di commettere un errore di Tipo I e' indicata con a .
Come esempio si consideri un processo
sotto controllo, tale cioè che sia governato solo da un
insieme di Cause Comuni. Se la misura di un campione dovesse
cadere oltre i Limiti Superiore ed Inferiore, si potrebbe
ipotizzare che il processo è fuori controllo. Tuttavia,
essendo i limiti ad una distanza finita dal Limite Centrale
(generalmente a ± 3s ), una probabilità seppur piccolissima
che cio' avvenga esiste, e vale P(D)=2·0,00135=0,0027.
In tale caso considerare il processo fuori controllo e'
sbagliato.
- L’Errore di Tipo II si
commette considerando il processo sotto controllo quando
in realtà non lo e. Graficamente nessuna osservazione
cade al di fuori dei limiti di controllo : ciò porta
ad assumere che siano presenti esclusivamente Cause Comuni.
Si supponga, tuttavia, che il processo sia in realtà fuori
controllo. Ciò può accadere, ad esempio, per una variazione
nella media o nella variabilità del processo, dovute ad
un cambiamento nella profondità di taglio da parte di
un operatore, o in un diversa qualità di materiali grezzi
utilizzati o ancora alla presenza di un nuovo operatore,
ecc. Sotto tali circostanze e' ancora fortemente probabile
che una osservazione cada entro i Limiti di Controllo.
Compilazione della Carta x medio - R
La Carta x medio - R e' la Carta
per Variabili maggiormente utilizzata. Essa e' composta
da due Carte: la Carta x medio per il controllo della
media del processo e la Carta R per il controllo della
variabilità del processo, tramite l'indice statistico
R o Range.
La grande diffusione della Carta x medio - R rispetto
alla Carta x medio - s e' dovuta alla facilità dei calcoli
necessari alla sua compilazione.
Tutte le scelte che e' necessario fare prima di cominciare
la compilazione vera e propria di una Carta di Controllo
costituiscono le operazioni preliminari .
Dalla linea di produzione del processo in esame vengono
prelevati n elementi consecutivamente: essi formano
il primo campione. Tale operazione viene ripetuta m
volte ad intervalli fissi, formando cosi' m campioni.
La regola generale e' di cercare di minimizzare la variabilità
all’interno dei campioni e di massimizzarla tra i campioni.
Inoltre i lotti da cui i campioni sono estratti devono
essere omogenei, quindi la Carta di Controllo dovrà essere
esclusiva per ogni macchina, operatore, e così via.
La regola pratica e' di scegliere
come grandezza dei campioni n=5, e come numero
dei campioni m=20¸ 25. Queste quantità possono
variare a seconda che il processo sia o meno sotto controllo.
I passi da seguire nella compilazione
della Carta x medio R sono i seguenti:
- Lo schema prestampato di una
Carta di Controllo viene compilato nella parte riguardante
i dati generici del processo (come il tipo di prodotto,
il numero di disegno, il numero e il tipo di operazione
compiuta, il numero della macchina, ecc.), e con l’avanzare
del processo, anche nella parte dei dati raccolti (che
per questa Carta sono misure di una caratteristica del
prodotto sotto esame: ad esempio il diametro, la resistenza
elettrica, ecc.).
- Si calcola la media
e il range Ri per ognuno degli m
campioni presenti:


dove gli xi
sono i valori misurati per ogni n elemento, e
ximax e ximin
sono rispettivamente il valore massimo e il valore minimo
misurato in ogni campione.
Si calcola il Limite Centrale per la Carta x medio
e per la Carta R:

Si calcolano i Limiti di Controllo
Superiore ed Inferiore per entrambe le Carte.
Teoricamente LCSX
e LCIX dovrebbero essere posizionati
a LCX ± 3 s X,
dove s x rappresenta
la deviazione standard della media dei campioni.
Il calcolo di questa quantità, soprattutto per m
e n alti, e' complesso e suscettibile di errori.
Si usa allora una stima
della deviazione standard del processo, e da questa, per
il Teorema del Limite Centrale si ricava s x.

dove d2 è un parametro
che si ricava dalle apposite tabelle e che dipende da
n.
I Limiti per la Carta x medio diventano
quindi:

dove
si ricava dalle tabelle (cfr.App.1).
Il procedimento è analogo per il
calcolo di LCSR e di LCIR.

Essendo R=s ·W e s R=s
·s W ed effettuando una stima, si
ricava che

noltre, dalla relazione
si ottiene:

I Limiti della Carta R diventano
cosi' :

,
dove i valori D3
e D4 sono riportati nelle
opportune tabelle (cfr.App.1).
- I Limiti ricavati vengono disegnati
sulla Carta.
- La prima Carta che viene letta
e' la Carta R. Su di essa, e piu' precisamente sul parametro
, si basa infatti il calcolo di LCSX
e LCIX. Se la Carta R mostra
un segnale di fuori controllo, allora la Carta x medio
potrebbe non essere affidabile e quindi non va interpretata:
e' necessario intraprendere prima le azioni correttive
necessarie ad eliminare le cause di fuori controllo
della Carta R.
- Una volta determinata la causa
del fuori controllo si ricalcolano i Limiti di Controllo
Centrale, Superiore ed Inferiore, sia per la Carta
x medio che per la Carta R, eventualmente eliminando
dal calcolo i campioni ai quali corrispondono punti
oltre detti Limiti.
- I nuovi limiti sono chiamati
Limiti di Controllo Corretti (o Modificati).
- Le Carte possono ora essere
di nuovo lette alla ricerca di eventuali Cause Attribuibili.
Nel caso ne venissero individuate di nuove si ritorna
al punto precedente. In caso contrario si può concludere
che il processo e' sotto controllo statistico.
Carte
x medio - R con Limiti di Controllo Predefiniti
Come accennato, le Carte
di Controllo possono essere utilizzate per determinare
se un processo puo' essere realizzato con i mezzi a disposizione
dell’azienda. In tal caso i Limiti di Controllo saranno
predefiniti dalla direzione che indicherà i valori di
media e di deviazione standard entro i quali il processo
deve mantenersi.
La compilazione delle Carte avverrà
allora in modo diverso da quello appena analizzato
Supponiamo che X0
e s 0 siano rispettivamente la media
e la deviazione standard imposti. I Limiti Centrale,
Superiore ed Inferiore per la Carta x medio sono :
,
dove
si ricava
dalle apposite tabelle (cfr. App.1).
Essendo
Þ
e
per la
Carta R si ha che :

- Limiti Superiore ed Inferiore
sono ricavati considerando che
e
, e valgono :


con D2
e D1 deducibili dalle tabelle.
L’interpretazione della Carta con Limiti Predefiniti avviene
in modo differente dalla precedente. Se uno o più punti
cadono oltre i Limiti di Controllo, cio' non e' necessariamente
dovuto all'effetto di Cause Attribuibili, ma gli obiettivi
posti potrebbero non essere realistici per il processo
che li deve realizzare: in questo caso si cercherà di
agire sulle Cause Comuni per far rientrare il processo
nelle specifiche e, se questo non è possibile, si cambierà
il processo.
Carta x medio - S. Generalità.
Quando il numero
n dei componenti i campioni è maggiore di 10 alla Carta
R si preferisce la Carta s : il range R infatti,
calcola la variabilità di un campione semplicemente come
la differenza tra il campione di valore piu' alto e quello
di valore più basso. Quando il numero dei campioni diventa
alto questo tipo di stima risulta impreciso, e si deve
ricorrere al calcolo della deviazione standard s.
La deviazione standard e'
un indice che tiene conto di quanto i valori che costituiscono
una certa popolazione o campione differiscono dal valore
medio.
In generale essa e' espressa
dalla relazione

dove n indica il numero
di componenti la popolazione, xi l'i-esimo
elemento, e
la media
della popolazione. Se consideriamo invece i campioni e
non la popolazione, allora per il calcolo della deviazione
standard si preferisce utilizzare una forma leggermente
diversa:
Esistono poi altre due importanti
relazioni che verranno utilizzate in seguito:

dove n indica
il numero di componenti la popolazione, xi
l'i-esimo elemento, e
la media
della popolazione. Se consideriamo invece i campioni e
non la popolazione, allora per il calcolo della deviazione
standard si preferisce utilizzare una forma leggermente
diversa:
Esistono poi altre due importanti
relazioni che verranno utilizzate in seguito:

La prima relazione indica che il
valor medio E(s) della deviazione standard s dei
campioni e' proporzionale alla deviazione standard
s della popolazione tramite il parametro c4,
che dipende dalla numerosità dei campioni n ed
e' tabulato.
La seconda relazione pone invece
in relazione la deviazione standard s S
delle deviazioni standard dei campioni, con quella della
popolazione s
Compilazione
della Carta x medio - s
I passi da seguire sono gli stessi
della Carta x medio - R. I
l Limite Centrale della
Carta s e' dato da

dove si e' la deviazione
standard di ognuno degli m campioni, mentre
i Limiti Superiore ed Inferiore sono

Essendo s , la deviazione standard
della popolazione, sconosciuta, essa viene stimata tramite
la relazione
, cioe'

I Limiti Superiore ed Inferiore
diventano:.

Definendo
e
:
si ottiene che
e
,
con B4
e B3 tabulati.
I Limiti della Carta x medio sono:

Le regole di costruzione e di interpretazione
della Carta x medio - s sono le stesse della Carta x medio
- R. Si dovrà percio' costruire ed interpretare prima
la Carta s, e ,se questa risulta sotto controllo, costruire
ed interpretare la Carta x medio.
con
tabulato.
Limiti di controllo predefiniti
Siano X0 e s 0
rispettivamente il valor medio e la deviazione
standard assegnati entro i quali il processo deve
rientrare. Allora si ha:

Definendo:
e
si ottiene:
e 
I Limiti per la Carta x medio sono
invece:
e 
come visto in precedenza.
COMPILAZIONE
DELLA Carta X
La Carta X, o Carta per gli Individui,
viene usata quando la numerosità dei campioni non può
essere maggiore di uno. Il problema che si pone e' allora
di determinare la variabilità del processo.
Ciò viene fatto per mezzo della
variazione mobile o moving range, MRi,
definita nel seguente modo:
.
dove xi+1
e' la misura presente e xi
è la misura precedente.
Se i campioni sono m il
numero dei moving range e'm-1 (MR1
non esiste). Poiche' gli m-1 moving range
sono correlati tra loro, si dovrà fare particolare attenzione
ai calcoli e all’interpretazione della Carta.
Compilazione
della Carta
Limite Centrale per la Carta
moving range è dato da:

mentre i Limiti Inferiore e
Superiore sono espressi dalle relazioni seguenti :
con considerazioni analoghe a quelle
fatte per la Carta R. Quindi
e 
dove D4
e D3 vengono dedotti dalle tavole
per n=2, e valgono rispettivamente 3,267 e 0.
I Limiti per la Carta X sono :

Tali relazioni sono state ottenute
assumendo come stima della deviazione standard
del processo 
con d2
che vale 1,128 per n=2.
Limiti
di Controllo Predefiniti
Detti X0 e s 0
rispettivamente la media e la deviazione standard
assegnati,
i Limiti Predefiniti per la Carta
X sono :
,
, 
mentre per la Carta moving range
si ricava che :
,

.
ANALISI
DELLA CAPACITA'
Indici di
capacità del processo
Le Carte di Controllo sono
un potente mezzo per mantenere un processo sotto controllo
statistico, indicando le azioni correttive che devono
essere intraprese al fine di eliminare le cause di variabilità
indesiderata, le Cause Attribuibili.
Le Carte di Controllo non tengono
conto, però, delle specifiche a cui il processo deve attenersi,
come ad esempio le tolleranze di lavorazione o altre caratteristiche
richieste al prodotto in output al processo. Il loro utilizzo
non e' dunque sufficiente a comprendere la reale capacità
di un processo, ne' come questo può essere migliorato.
A questo scopo vengono definiti
gli indici di capacità del processo, che mettono
in relazione le prestazioni o il potenziale del processo
con il soddisfacimento a specifiche imposte. Essi, inoltre,
permettono di riassumere in modo molto conciso i dati
di un processo produttivo, con il vantaggio, rispetto
agli indici statisti come media e dispersione, di essere
quantità adimensionali, e quindi facilmente interpretabili
e paragonabili tra loro. Un miglioramento della capacità
dei processi si può ottenere attraverso una riduzione
del numero e dell'effetto delle Cause Attribuibili, nonché
della ricerca della "centratura" del processo stesso.
In generale la capacità di un processo :
- dipende dai limiti specificati
- e' valutata per ogni caratteristica
- dipende dalla dispersione
del processo
- dipende dalla posizione del
processo
- si determina con l'uso delle
carte di controllo o con un’analisi specifica
- si può valutare attraverso
gli indici di capacità
Gli indici piu' comunemente usati
sono il Cp e il Cpk.
L’utilizzo di questi indici risulta
particolarmente comodo se fatto in congiunzione con le
Carte di Controllo. Altrimenti, oltre a dover raccogliere
appositamente i dati, e' anche necessario assicurarsi
che la popolazione da cui tali dati sono prelevati sia
distribuita secondo una funzione normale, perche' è in
relazione ad essa che Cp e Cpk sono definiti.
La verifica della distribuzione di un insieme di elementi
puo' essere fatta tramite istogrammi o diagrammi in scala
gaussiana, analogamente allo studio dell’applicabilità
delle Carte per Individui.
Indice Cp
Cp è l’indice che misura il
"potenziale del processo". ed e' definito come :

dove LTS e LTI indicano rispettivamente
il Limite di Tolleranza Superiore e il Limite di Tolleranza
Inferiore e s la deviazione standard del processo. Cp
e' dunque la misura del rapporto tra la dispersione ammissibile
per il processo, calcolata dalla differenza tra i Limiti
di Tolleranza, e la dispersione reale, rappresentata dal
valore 6s , detta anche Tolleranza Naturale, TN [11].
Si utilizza 6s perche' in una distribuzione gaussiana,
come si suppone che sia quella sotto esame, il 99,73%
degli elementi e' compreso in sei volte la deviazione
standard, quando si hanno esclusivamente variazioni casuali.
Per questo motivo la capacità di processo puo' essere
calcolata solamente se il processo e' stabile (non sono,
cioe', presenti Cause Attribuibili), ed è distribuito
normalmente.
Cp e' un buon indicatore
della Capacità di Processo, ma da solo puo' non essere
sufficiente ; esso infatti controlla solo la dispersione
del processo, senza fornire alcuna informazione sulla
sua centratura. E' infatti possibile che un alto valore
di Cp, che dovrebbe indicare un processo piuttosto
capace, produca in realtà un alto numero di scarti a causa
della deriva della media del processo vicino ai limiti
di tolleranza.
Cp indica dunque quanto
un processo è "capace" solo se e' centrato. Per questo
motivo si introduce l’indice Cpk, che considera
anche la posizione del processo rispetto ai Limiti di
Tolleranza.
Indice Cpk
Cpk e' l’indice che misura
la "prestazione del processo". Esso misura sia
la dispersione che la centratura del processo, tenendo
conto dell’ampiezza della distribuzione e della posizione
in cui e' posta, rispetto al punto medio della specifica.
Viene definito come :

Scegliendo il minore dei due valori
calcolati, si determina quanto e' capace il processo sul
lato peggiore, quello cioè rappresentato dalla coda della
gaussiana più vicina al limite di tolleranza.
Se Cpk e' maggiore di 1,
l’ampiezza 6s dei dati cade completamente nei Limiti di
Tolleranza ; un Cpk compreso tra 0 e 1 indica
che una parte dei prodotti del processo cadono oltre i
Limiti, ed infine un Cpk negativo indica che la
media dei dati non e' nella specifica. Un Cpk uguale
ad 1 indica che il 99,73% delle parti prodotte e' nei
limiti di tolleranza, cioè devono essere respinte solo
3 parti su 1000.
Schematicamente il Cpk puo'
essere interpretato nel seguente modo :
Cpk >1 Þ buon mezzo di lavorazione.
Cpk =1 Þ si e' sul limite della
lavorazione di pezzi non buoni.
0<Cpk<1 Þ si lavorano
dei pezzi non buoni.
Cpk =0 Þ la metà dei pezzi sono
fuori tolleranza.
-1<Cpk<0 Þ più del 50%
dei pezzi sono fuori tolleranza.
Cpk<-1 Þ la quasi totalità
dei pezzi sono fuori tolleranza.
Molte aziende chiedono indici Cpk
di 1,33 o 2 ai loro fornitori. Un indice di 1,33 significa
che la differenza tra la media m e il Limite di Tolleranza
è 4s (dato che 1,33 è 4/3). Con un Cpk di 1,33,
il 99,994% del prodotto e' nella specifica.
Un miglioramento da 1,33 a 2 puo'
essere giustificato in taluni casi per ottenere un numero
maggiore di prodotti vicino al target ottimale, migliorando
cosi' le performance del prodotto, la sua vita, la soddisfazione
del consumatore e riducendo i costi di garanzia e i problemi
di assemblaggio. Non sempre però l’obiettivo e' di avere
indici Cpk sempre piu' alti per ogni processo,
o parte di processo ; e' invece preferibile effettuare
prima un’analisi dei costi e dei benefici che comprenda
anche il grado di soddisfazione del cliente, per determinare
quali processi debbano essere migliorati e in che misura
questo sia economicamente conveniente.
Relazione tra
Cp e Cpk
In base alle relazioni viste, per
un dato processo Cpk non puo' essere maggiore di
Cp. Se la media e' esattamente centrata sul punto
medio della specifica, allora Cpk=Cp.
Cp puo' quindi
indicare quanto migliore sarebbe Cpk se il processo
fosse realizzato in modo che il centro della distribuzione
fosse il piu' vicino possibile al punto medio della specifica ;
Cp, inoltre, specifica se la distribuzione degli
individui, se centrata, puo' adeguarsi alle tolleranze
imposte; Cpk, invece indica se le azioni di miglioramento
del processo conducono in questa direzione.